Autore: Angelini Alberto Prezzo: 18.50 Editore: 1992 Liguori Editore
Alberto Angelini, psicoanalista che svolge attività clinica e storico della psicologia, è anche regista - si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia - e sperimentalista di psicologia del film. Il libro è in effetti attraversato da questa molteplicità di esperienze: l'autore concepisce il film come strumento scientifico per lo studio della mente, facendogli così assumere la duplice funzione di oggetto e soggetto attivo della ricerca psicologica. Lo studioso amplia la gamma delle teorie psicologiche sul cinema al di là del contributo gestaltista, pur riconoscendone l'importanza e illustrandone le scoperte e i principi fondamentali. Il problema percettivo del movimento sta all'origine del cinematografo come della psicologia. Il cinema però, da strumento impiegato nei laboratori di ricerca, si è progressivamente trasformato in mezzo di espressione artistica. Una delle ragioni di questo successo in chiave spettacolare è da ricercarsi nella sua capacità di liberare lo spettatore dai propri limiti percettivi nello spazio e nel tempo. La grammatica cinematografica (l'inquadratura, i movimenti di macchina e il montaggio) viene messa in relazione con la psicologia del fruitore, in quanto si intuisce che gli elementi linguistici hanno un'enorme capacità di coinvolgerlo sotto diversi punti di vista (cognitivo, dinamico, psicofisiologico...).
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