Autore: AA.VV. Prezzo: 20.00 euro Editore: 2005 Bruno Mondadori
Come intendere la colpa? Come nasce, sul piano personale e sociale, e come si manifesta nelle diverse civiltà e religioni? In che modo l’indagine psicoanalitica si intreccia con altre dimensioni culturali? E, ancora, qual è il suo significato e quali sono le procedure della sua interpretazione? È su questi temi che si interroga l’affascinante libro aperto dalla densa e nitida introduzione del suo curatore, Marco Francesconi: un’opera che raccoglie i saggi di molti studiosi di approcci disciplinari diversi, preziose tessere di un colorato mosaico (psicoanalitico, clinico, storico e filosofico) che finiscono per comporre un disegno coerente ricostruendo con avvincente rigore varie sfaccettature del problema, apportando alcune soluzioni originali e suggerendo nuovi e intersecantisi percorsi d’indagine. Si mostra così, per esempio, come il senso di colpa possa precedere l’agire (esistono, ricordava già Freud, «delinquenti per senso di colpa»); come talvolta non si voglia paradossalmente abbandonare la presunzione della propria colpevolezza perché costitutiva dell’identità di un io fragile; come si assuma il senso di colpa in quanto dolorosa espressione dell’individuale finitezza; come si manifesti emotivamente la “voce della coscienza” e come si intrecci all’assunzione di responsabilità; come tra religione egiziana, ebraismo, cristianesimo (cattolico o protestante) e islam esistano specifici e individuabili modi di concepire la colpa; come essi dialogano o si scontrano con le posizioni della filosofia e dell’etica laica e con le interpretazioni che esse elaborano; come si articoli il rapporto tra colpa, violenza e perdono; come sessualità e colpa siano strettamente connesse o come, infine, nei paesi musulmani e dell’Est europeo sia attualmente diffusa una forte attrazione per l’Occidente, concepito e immaginato come luogo privo di regole rigide, dove il senso di colpa è quasi assente o negoziabile e la libertà, anche sessuale, è molto ampia.
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